Ogni anno il festival di Piedicavallo propone al proprio pubblico una o più opere di teatro musicale. Se nella scorsa edizione era stata la volta delle Indie galanti di Jean Philippe Rameau e de La piccola volpe astuta di Leoš Janaček, quest’anno il palco del Teatro Regina Margherita viene aperto a una delle opere più conosciute del Settecento: stiamo parlando de La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi.

La serva padrona, nata inizialmente come intermezzo per l’opera seria Il prigionier superbo dello stesso Pergolesi, finì per imporsi in maniera molto più significativa del lavoro di cui faceva parte in origine. L’agile struttura in atto unico e i dialoghi spigliati e arguti, opera del librettista napoletano Gennaro Antonio Federico, rendono quest’opera particolarmente godibile.

Ogni volta che si decide di mettere in scena un’opera, la vita dell’intero paese di Piedicavallo ruota attorno alle prove e alla recita vera e propria. Già dalla mattina le strade si riempiono di musicisti, che si recano a provare nei locali della Società Operaia e degli Alpini per preparare le parti orchestrali e vocali; una volta terminate le prove, l’intera “macchina teatrale” si sposta nel teatro Regina Margherita per completare l’allestimento e per dare vita alla recita vera e propria.

Ma parliamo ora del cast. A vestire i panni di Serpina la soprano Maria Eleonora Caminada, che in questa edizione ha dato sfoggio delle sue doti canore nel concerto del 4 agosto e nel Mattutino del 5 agosto ed è già comparsa nell’edizione 2017 come protagonista della La piccola volpe astuta; rivedremo anche Michele Restuccia, anch’egli già nel cast de La piccola volpe astuta e presente quest’anno come mimo, nel ruolo del servo muto Vespone; a ricoprire infine il ruolo di Uberto sarà Luca Simonetti, new entry del festival e versatile baritono il cui repertorio spazia da Paisiello a Puccini.

Doppio debutto per regia e direzione d’orchestra, affidate rispettivamente al bergamasco Giorgio Pesenti e al novarese Riccardo Bisatti, valente pianista apparso sul palco del teatro di Piedicavallo tanto nelle scorse edizioni quanto in quella in corso. Bisatti sarà al comando della compagine dell’ensemble Il Cervo, un agguerrito gruppo di giovani musicisti formato da Ingrid Neyza Copa e Lucia Noemi Montagna (violino), Kei Tojo (viola), Issei Watanabe (violoncello), Sofia Palmeri (contrabbasso), Gabriele Marzella (cembalo).

In una pausa delle prove, abbiamo chiesto al regista Giorgio Pesenti di parlarci dell’opera e di svelarci qualche dettaglio sulla mise en scene.

Ciò che trovo interessante nella Serva Padrona è che ci sono diversi temi affascinanti. Quello che fa da fondamenta per l’opera è quello amoroso, che ci riguarda tutti da vicino e permette, proprio in virtù di questo fatto, di far ritornare i cantanti a un vissuto autentico e di creare sfumature particolarmente verosimili di realismo. È un’opera che può essere molto fruibile perché i suoi personaggi sono vicini al pubblico, che li ama e li apprezza in virtù della comicità costante che intesse l’opera nella sua interezza. Il dipanarsi dell’azione scenica è affascinante perché tanto il librettista quanto il compositore creano una serie di stratagemmi narrativi che permettono di svelare gradualmente agli spettatori questo amore reciproco. Il punto di partenza della drammaturgia della Serva Padrona è che Uberto è innamorato di Serpina senza saperlo e viceversa: cercheremo di mettere in luce tutte queste dinamiche con una serie di scelte di regia che arriveranno anche a rompere la quarta parete, portando letteralmente l’opera tra il pubblico. Proprio per il fatto che l’opera sta nel pubblico è stato importante ricreare un allestimento in qualche modo vicino al pubblico di Piedicavallo, con costumi locali dell’Ottocento messi generosamente a disposizione da Gabriella Grassi, Gloria Ianuto e Marvi Revelli. Vorrei spendere infine un’ultima parola sul teatro Regina Margherita: le sue piccole dimensioni e la sua deliziosa atmosfera creano un ulteriore elemento di vicinanza tra l’opera e gli spettatori.

di Leonardo de Marchi