Con il mese di agosto, la XXVIII edizione del Piedicavallo entra nel vivo della sua programmazione musicale. Continua la serie di concerti che da anni anima la vita culturale dell’alta valle del Cervo, facendo rivivere i più importanti capolavori della tradizione musicale occidentale.

La matinée al Tempio Valdese dal titolo In principio era Bach (1 agosto), nella quale è stato presentato un programma interamente bachiano, ha avuto il gusto di una vera e propria dichiarazione d’intenti. Ciò non solo perché la passione per il Kantor di Lipsia è il comune denominatore che raccoglie tutti i compositori presentati nei concerti del festival, ma anche perché quest’anno fa il proprio debutto a Piedicavallo l’appuntamento del Mattutino. A partire dal 3 e fino al 7 agosto, il Tempio Valdese ospita infatti un concerto al giorno, alle 7:30 del mattino; a dialogare tra loro saranno sia brani di Bach per diversi organici che brani bachiani e di autori del XX secolo, in un affascinante gioco di specchi e rimandi tra tradizione e contemporaneità.

Il cuore pulsante del festival rimane comunque la serie dei concerti della sera, che come di consueto ha luogo ogni giorno alle 21:15, presso il teatro Regina Margherita. Sono due i filoni che vengono portati avanti in parallelo nella programmazione di quest’anno: da un lato la letteratura cameristica dell’Ottocento, con il primo Romanticismo di Franz Schubert e Felix Mendelssohn e le inquietudini di Fréderic Chopin, Robert Schumann, Johannes Brahms; dall’altro, il repertorio del Novecento, in un grande arco che va dall’Arnold Schönberg giovanile, epigono della grande tradizione del Romanticismo tedesco, all’ultimo, toccante lavoro scritto da Dimitrij Šostakovic in punto di morte.

Con il concerto del Trio Kanon (1 agosto) abbiamo avuto modo di apprezzare come il trio con pianoforte sappia dare corpo tanto alla incipiente sensibilità del Romanticismo, ancora venata di eleganza Biedermeier (Schubert, Trio op. 99), quanto alla nuova sensibilità per il timbro e per il colore sviluppatasi nei primi anni del Novecento (Ravel, Trio). Michele Fedrigotti (2 agosto) ha offerto al pubblico del festival un ritratto a tutto tondo di Frederic Chopin, in una lezione-concerto che prevedeva una silloge di brani per pianoforte solo, sia giovanili che della maturità, del compositore polacco. Il duo di Alessandro Commellato e Andreas Willwohl e il trio formato da Simone Bernardini, Riccardo Bisatti e Johanna Helm (3 agosto) ci hanno infine fatto toccare con mano la commovente bellezza della Sonata per viola e pianoforte di Dimitrij Šostakovic e il fascino stürmeriano del Trio op. 66 di Felix Mendelssohn.

L’evento di questa sera farà dialogare nella stessa serata linguaggi musicali diversi: Aikhiro Takeda e Elena Costa eseguiranno il Gran duo per violino e pianoforte D.574 di Franz Schubert, mentre Simone Bernardini, Alessandro Commellato, Edoardo Luisolo e Johanna Helm eseguiranno la Sinfonia n. 1 di Johannes Brahms, in una particolare trascrizione per pianoforte a quattro mani, violino e violoncello. A inframezzare l’esecuzione di questi due capolavori dell’Ottocento, Maria Eleonora Caminada ed Elena Costa suoneranno il ciclo di liriche Das Rot (1990) di Wolfgang Rihm su testi della poetessa tedesca Karoline von Günderrode (1780-1806).

di Leonardo de Marchi