Penso che la musica contenga una libertà, non limitandosi solo alla riproduzione esatta della natura, ma ai legami misteriosi tra la natura e l’immaginazione.

Claude Debussy

La natura insegna che gli organismi più longevi sono quelli che meglio sanno adattarsi alle mutevoli condizioni di un ambiente, di un sistema.

Il festival di Piedicavallo, giunto quest’anno alla sua 31° edizione, rinnova il legame con il territorio riproponendo la formula che lo contraddistingue: la presenza degli artisti, oltre a fare del Teatro Regina Margherita e del Tempio Valdese gli epicentri della vita musicale del borgo, infonde nell’intera comunità una vivificante linfa fatta di condivisione, dialogo, bellezza. 

Se da un lato il palinsesto evolve con una maggiore presenza del jazz e di quei linguaggi musicali maggiormente aperti all’improvvisazione e all’ibridazione con altre forme d’arte, il festival rimane fedele alle sue radici originarie, ben salde nel repertorio della grande tradizione dell’Ottocento.

Accanto ai consueti Mendelssohn, Schubert, Schumann, Brahms e Dvorak, che costituiscono l’asse portante della poetica del festival, quest’anno avremo anche modo di rivivere le radici dello stile classico, con le musiche di Bach e Mozart, e, con il ritorno dopo quattro anni delle musiche di Sergej Prokof’ev, di vedere i frutti novecenteschi dell’epopea romantica. 

Per info e prenotazioni:

 scrivi@piedicavallofestival.com

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