Rotte Ignote

Marco Isaias Bertoglio inizia a studiare pianoforte classico con il professore Simone Sarno all’istituto musicale G.Rossini di Cossato. Attraverso questa esperienza si avvicina al mondo musicale di metà ottocento e inizio 900 con particolare Interesse per Chopin, Schubert, Mussorghky e Satie.
Nell’adolescenza comincia a sperimentare altre espressioni musicali, rompendo gli schemi del mondo classico e concentrarsi sull’improvvisazione.
Grazie all’ambiente underground di Bologna si avvicina alla musica elettronica e inizia ad incorporare delle tendenze musicali che si avvicinano alla musica techno, ambient e noise.
Parallelamente inizia ad interessarsi alla musica anche dal punto di vista antropologico e sociale, sviluppando un particolare interesse verso l’etnomusicologia e l’afrofuturismo.
A Torino si è esibito per mostre di arte contemporanea e performance interdisciplinari con vari collettivi Torinesi, sempre approcciandosi all’improvvisazione e alla libera interpretazione.

Angelo Rodio trasferitosi a Torino in cerca di sperimentazione musicale, sax proveniente dalla classica poi messa da parte del conservatorio pugliese al reggae in cerca di nuovi mondi, fusioni tra elettronica, jazz e funky fino ad arrivare alle “rotte ignote” del suono elettronico dei synth.
Alla base di tutto L’Improvvisazione.